

A partire dal mese di gennaio, la detrazione relativa alle spese per interventi finalizzati a migliorare l’efficienza energetica di un’abitazione di almeno due classi, scende dal 110% al 70%. Coloro che hanno iniziato i lavori nel 2022 conservano la possibilità di cedere il credito o ottenere uno sconto in fattura. Tuttavia, per coprire i costi dell’intervento, i condomini devono versare una differenza di almeno il 30%, oppure concordare con l’impresa una riduzione dei lavori. Esiste anche la possibilità di anticipare tutte le spese entro fine anno, mantenendo così il bonus al 110%, ma solamente per coloro che scelgono la detrazione, non per chi opta per lo sconto in fattura o la cessione.
Per quanto riguarda gli edifici unifamiliari, i lavori devono essere completati entro l’anno per mantenere la detrazione al 110%; in caso contrario, si passa al regime ordinario del 50%.
Cosa propone il Parlamento?
Il Parlamento è coinvolto in questa discussione a causa dei numerosi interventi ancora da concludere nei condomini. A fine ottobre, erano ancora necessari lavori per un valore di 13 miliardi di euro. Coloro che slitteranno al 2024 vedranno la detrazione scendere dal 110% al 70%, con il rischio di generare contenziosi con le imprese.
Le ipotesi discusse in Parlamento includono la bocciatura della proroga di due mesi per i lavori condominiali e la possibilità di asseverare uno Stato di Avanzamento Lavori (Sal) straordinario a fine anno da parte del direttore dei lavori.
Il SAL: di cosa si tratta?
Il Sal straordinario a fine 2023 consentirebbe di certificare tutte le lavorazioni effettuate nel corso dell’anno, garantendo la detrazione al 110%, anche per condomini che non avessero raggiunto il 30% o il 60% dei lavori.
Per quanto riguarda l’acquisto dei materiali, se pagati e la fattura è inserita nel Sistema dell’Agenzia delle Entrate entro fine anno, la detrazione per i materiali rimane al 110%, mentre per la loro installazione, se posticipata al 2024, la detrazione scende al 70%.
La soluzione del Sal straordinario avrebbe un impatto maggiore sui conti pubblici nel 2023, mentre il governo è preoccupato per il 2024 e gli anni successivi. Il costo stimato sarebbe di centinaia di milioni, ma il Tesoro rimane prudente. La possibilità che il Sal straordinario sia inserito nella manovra è remota, forse verrà considerato nel milleproroghe.
Le opzioni di cessione del credito e sconto in fattura rimangono valide per i lavori Superbonus già avviati e, fino al 2025, per il Superbonus che può essere attivato in aggiunta al contributo pubblico di ricostruzione post-sisma, per coprire la spesa rimasta a carico dei proprietari.